A MARIA, MARE DI SPERANZA

A MARIA, MARE DI SPERANZA

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Carissimi fedeli,

nella solennità di Maria S.S. Assunta in cielo mi lasciate un poco di più “correre” a briglie sciolte con la fantasia: voglio usare un’immagine estiva, che ben si addice ai giorni di calura che stiamo vivendo, quella del mare; soprattutto noi che vi cresciamo vicino, quasi ai limiti del suo debordare, sentiamo che esso rappresenta, nel nostro inconscio, il grande orizzonte, che sembra aprire la nostra vita ad ampie prospettive e ad istantanee fughe in avanti; ti libera da angusti sentimenti solo guardandolo e così, con la sua presenza silenziosa e rumorosa nello stesso tempo, tu respiri ad ampi polmoni; ci può bastare solo pensare che gli siamo vicini, e già il nostro animo sembra “magicamente” aprirsi; poi, se, come in questa estate, ci capita di nuotare e di distenderci nella sua bellezza e e nella sua profondità, allora ne siamo proprio rigenerati; carissimi/e, così è Maria: Lei è il nostro mare, il nostro futuro, la nostra speranza, il nostro voler e dover essere, la nostalgia e la poesia profonde del nostro cuore e quando ci capita di nuotare in Lei, ne siamo interiormente rinnovati.

Il mare non sta davanti a noi come un’illusione, come quelle apparizioni del deserto, che fanno sognare l’acqua, ma non esistono e quindi deludono quando tu ti avvicini: il mare c’è veramente e a volte sembra addirittura chiamarti, come in estate; quando vieni, perchè non vieni a tuffarti in me per rinfrescarti un poco? Orsù lascia le tue paure e le tue ritrosie, vinci i tuoi timori, lìberati dalle tue vergogne, abbandona per sempre i tuoi legacci e vedi che io ti accolgo sempre come sei e posso solo farti del bene, se tu nuoti!

E tu allo stesso modo non puoi farlo in me, ci dice Maria? Non pensare, ci suggerisce soavemente la Madre, che ci sia solo la terra, il tuo fango, le tue croci, le tue pene, i tuoi fallimenti, i tuoi sacrifici e le tue sporcizie; c’è anche il mare azzurro, limpidissimo e cristallino, al punto che ti vien voglia di berne l’acqua, nel quale immergerti, trovando un po’ di sollievo, per ritornare “nuovo” sulla terra, in questa valle di lacrime: anzi, ci dice la Donna, guardando Me, Mare di vita e di speranza, pensa con il cuore, che anche io ho attraversato questa valle, ho percorso questa terra e ho calpestato questo fango, ma ora sono una realtà nuova e tu, piccolo/a figlio/a, percorrendo la terra con questa speranza, potrai anche tu riuscirci e raggiungere la meta mia e del mio Figlio, la Pasqua Eterna di luce e di pace. Non pensare mai che il fango ti coprirà per sempre con le sue sporcizie, vai con coraggio e fiducia, con la Misericordia del mio Figlio e nella prospettiva lunga data dal mio guardarvi ed essere guardata da voi, mie/i figli/e, possiamo farcela: il bene trionfa sul male, la Misericordia vince sul peccato.

Anzi, Lei sussurra dolcemente all’orecchio del nostro cuore: ama e tocca anche la terra, non solo per restare con i piedi per terra, ma anche per ricevere dall’”humus” della terra la tua vita ed il tuo ossigeno, come le piante; infatti solo il contatto con la terra ti dà l’energia buona, ed essa si chiama umiltà: qui già su questa terra potrai vedere i ricchi mendicare a mani vuote ed i poveri abbondare di beni, i superbi smarriti e dispersi, mentre i piccoli miei, quelli che mantengono il legame forte con l’”humus”, camminare senza stancarsi, correre senza fermarsi ed in futuro poi… il mare, non come illusione, mai: lì soprattutto questo mondo nuovo si compirà pienamente e gli ultimi saranno i primi ed i primi gli ultimi; intanto cammina, suda, guarda il mare sempre, apri la tua prospettiva, ama con cuore per metà di terra e metà di mare e soprattutto guarda avanti, c’è un grande orizzonte davanti a te, camminando respira ad ampi polmoni ed introduci in essi sprazzi di ossigeno della mia speranza e di quella pace che tu non riesci neanche ad immaginare quanto è bella.

Grazie, o Maria, “mare di speranza”, che Dio Padre ha posto davanti agli occhi del nostro cuore, aiutaci a costruire case su questa terra, dove non manchi mai la vista sul tuo mare, seppure da un solo angolino; a Te basta per dare alla casa un’altro valore e farle acquisire altre valutazioni sul mercato. Al di là di quel mare si intravede l’approdo, l’isola dell’Eternità che tu hai raggiunto, in maniera privilegiata, nella Volontà di Dio; ma Tu, o Maria, non sei isolata, anzi non aspetti altro che l’isola si riempia della presenza di tutti noi ed allora sarai contenta, quando anche l’ultimo/a tuo/a figlio/a vi approderà.

don Luigi, servo vostro

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14 agosto 2018, gregorio-de-stefano