A VALLE SENZA NEBBIA

A VALLE SENZA NEBBIA

Condividi su:   Facebook Twitter Google

Carissimi fedeli,

oggi, Domenica della Gioia, quarta Domenica di Quaresima, voglio cominciare così la mia riflessione alla luce della Parola ascoltata e ricevuta in dono; sappiamo tutti quanto è pericolosa la nebbia, per esempio quando si viaggia: facilmente, soprattutto quando è molto intensa, nella guida puoi perdere i riferimenti fondamentali per rimanere in carreggiata e sbandare, finendo ai bordi della strada; è necessario in questi casi inoltre procedere con molta prudenza con fari potenti ed adatti, seguendo le strisce stradali di riferimento, in modo tale da raggiungere con sicurezza la meta prefissata.

Ebbene, carissime e carissime, Gesù, donandoci nella sua predicazione questa parabola, a me sembra tanto uno “spazzanebbia”, che penso non esista in campo meccanico, perché sgombra “il terreno di gioco” della nostra esistenza da ogni possibile equivoco o confusione: tutti, ci dice Gesù, la nostra vita cristiana ce la giochiamo, ponendoci innanzitutto nella relazione con il suo Dio Padre e poi con i fratelli e le sorelle che, come noi, abitano la stessa Casa-Chiesa. Egli aggiunge: non pensare mai ad un immagine di Dio diversa da questa! Egli non è come forse tu vorresti e cioè Colui che castiga i cattivi e punisce i ribelli. Egli è un Papà e noi siamo i figli suoi e vuole che noi Gli stiamo sempre vicino, proprio vicino vicino, guancia a guancia e non ci stacchiamo da Lui, non perché ci vuole manovrare o condizionare negativamente, ma perché, solo vicini a Lui, siamo fino in fondo amati; nella sua Casa restiamo liberi e tutti i “giochi” del Suo Amore sono messi a nostra disposizione;  nella Sua Casa siamo liberi, non ci sono catene o palle ai piedi, ma la libertà amorosa che ci concede è per noi figli la più grande sfida, perché siamo posti continuamente davanti al bivio di andare via o di rimanere: “rimanete nel mio amore!” (Gesù); il Suo Cuore è enorme, Egli non finisce mai di amare anche quando un figlio decide di andarsene, la Sua Porta rimane sempre aperta per attenderlo, se decidesse di tornare; Egli non giudica, ma accoglie, abbraccia, si commuove come un bimbo, pur essendo un po’ anziano, e nonostante questo, corre incontro, perché “l’Amore spinge” ed Egli fa indossare il vestito della festa a chi riappare improvvisamente sulla strada del ritorno.

La Sua Grazia è totalmente e abbondantemente a nostra disposizione di figli e Lui non guarda alle occasioni di Grazia che abbiamo potuto sprecare, per Lui io e te siamo importanti, perché a Lui veramente importa solo che noi restiamo in vita e non moriamo, di quella morte che è stare lontani da Lui. Oh, che bello ”spazzanebbia” è Gesù: io ti prego Gesù opera potentemente con il tuo mezzo fittizio, che io, nella mia immaginazione di fanciullo evangelico, ti ho messo tra le mani e fallo con buona lena e volontà, perché la nebbia oggi è proprio tanta: molti dicono infatti che stare lontani da Te e dal Padre Tuo, per il modo di pensare e di agire, è un grande segno di civiltà o un espressione di libero ed avanzato pensiero; altri poi mi sembra che hanno totalmente perso il riferimento al Padre, per cui stanno fuori tranquillamente e non pensano di ritornare, “perché o perChì dovrebbero”?, perché stanno dimenticando la Tua casa e vanno avanti così, serenamente, non volendosi porre più le domande: ma questo mio comportamento fa piacere o dispiace al Mio Papà, cosi facendo, vivo o muoio nell’Amicizia con il mio Papà? Quando Gesù riesce a “spazzare” tutta la nebbia che oggi c’è, ci accorgiamo che il panorama del confronto di gioco “nella coscienza” è proprio semplice, chiaro e con pochi ma “amorevoli elementi.

Nella casa del Padre Buono la strada del ritorno, da qualsiasi “parte-peccato” proveniamo, è già di proprietà Sua, è già Lui che la benedice e ci corre incontro, se la percorriamo. Carissimi e carissime, non crediamo alle lusinghe del mondo, per favore, che ci illude, facendoci prendere per buono ciò che non lo è o viceversa; il mondo è come quei rappresentanti di prodotti falsi e scadenti, proposti per buoni. Solo ciò che ci offre Papà non ha scadenza mai! Per il Papà nostro, inoltre, ci dice Gesù con la sua opera di “spazzanebbia”, gli altri non sono nostri estranei, per cui possiamo dire o pensare: ma quello lì si sta perdendo, sbandando o smarrendo e sono fatti suoi, tanto lo vuole lui; per Papà è bene dire che si sta smarrendo dalla strada giusta e io devo riconoscere: mi interessa, mi sta a cuore e  prego e faccio il possibile per aiutarlo a ritrovare la via del ritorno; ma molte pecorelle oggi ci dicono quando le andiamo a prendere: voglio perdermi, perché loro non lo sanno che si stanno smarrendo, perché c’è tanta nebbia! Infine, almeno un pensiero su chi rimane a casa: la parabola è molto provocante; come ci stiamo a casa? Abbiamo gioia di starci? Ci stiamo volentieri, convinti e con spontaneità? Oppure ormai ho “passato” questa non proprio bella avventura di stare a casa di Papà e ci sto, ma se potessi….

don Luigi, servitore vostro

Condividi su:   Facebook Twitter Google
30 marzo 2019, gregorio-de-stefano