COME SU UNA SCACCHIERA!

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Carissimi fedeli,

non possiamo non affermare, e meno male, che il gioco è una dimensione importante di vita: i momenti di distensione, lo sport seguito o praticato, la capacità di umorismo e di ilarità, una bella passeggiata, un gioco in famiglia o con gli amici e una simpatica scena di un film di Totò permettono al nostro animo e al nostro delicato sistema nervoso di distendersi e di recuperare le sue energie. Certamente, chi più e chi meno, conosciamo, da praticanti o da ex, il gioco degli scacchi: sfidando l’ avversario con studiate “mosse”, si muovono gli scacchi sul piano preposto, nell’intento di “mangiare” o meglio superare i pezzi dell’altro giocatore. L’intelligenza del giocatore sta tutta nel muovere gli scacchi in modo tale da non subire lo scacco matto, anzi cercando di realizzarlo ai danni dell’avversario.

Carissimi e carissime, fuori della metafora che, pur suggestiva tuttavia presenta tanti limiti, a me sembra veramente che il Vangelo di oggi ci fa conoscere innanzitutto il Signore che, quasi come un giocatore di scacchi, muove con il Suo Santo Spirito i protagonisti dell’episodio ascoltato, perché compiano gesti e pronuncino parole di grande e profondo significato profetico; scrivo quindi di Simeone ed Anna, che sono capaci di luminosi insegnamenti ancora oggi per noi e riescono a dare il “La” a questa festa di luce, che si compie per ognuno dei fedeli con il gesto suggestivo e la processione breve della candela tra le mani.

Oltre al tema della luce, del quale altre volte abbiamo già trattato, vorrei donare un poco la mia attenzione ad altri sottesi motivi di questa semplice ma sentita celebrazione. Se i protagonisti vanno o parlano mossi dallo Spirito, voglio anche affermare che non sono marionette nelle mani di Dio; essi in realtà sono amanti di Dio, come il Vangelo ci evidenzia, e meglio potremmo scrivere che in realtà si lasciano muovere dallo Spirito Santo, rendendosi docili alle Sue mozioni. Ricordo che la scacchiera su cui si muovono tutti i protagonisti, compresi Maria e Giuseppe, è quella della famiglia, è il contesto familiare osservante la Legge, quella famiglia santa che a Natale abbiamo già scoperto non stare in una campana di vetro; comprendiamo allora che anche dentro quei pericoli così terreni e così veri che essi corrono e dentro quei gesti attuati, soffia il vento dello Spirito che (vista la loro leggerezza spirituale, essendo tutti di Dio) sembra muoverli a Suo piacimento. Impariamo umilmente da loro che anche le nostre famiglie cristiane possono essere benissimo il terreno dove lo Spirito continua a seminare e coltivare il buon seme della Parola e spingere a muoverci come vuole Lui, ma solo se siamo capaci di curare la dimensione spirituale della vita e la relazione con Dio nella comunità religiosa di appartenenza; approfondiamo così la Lieta Notizia che ancora sulle sue famiglie cristiane Dio ha un meraviglioso progetto d’amore da compiere. Allora anche i nostri incontri non saranno casuali, ma, mossi dalla fede, noi sapremo vedere l’opera di Dio a nostro vantaggio e lodare la sua Misericordia e la sua salvezza, come fa oggi Simeone.

Quel Bambino che non ha segni appariscenti del divino (aureole dorate o luci fosforescenti), è accolto nella fede grande come il compimento delle promesse di Israele: immaginiamo, tutto il Cielo e la Storia Sacra in un Bambino, in un povero Bambino! Perché non impariamo ancora oggi a cogliere i segni di Dio per noi con questa fede e questo stile? Cosa ci manca? Mancano forse i colpi prodigiosi (miracoli, ufo che atterrano, visioni straordinarie) o sta venendo meno la fede e la corretta fede? Una vita di attesa, di lode e di preghiera mi sembra lasci intravedere Luca nel suo racconto è quella di questi santi vegliardi! Il cammino che sta davanti al Messia e al Suo popolo è tutto luce, ma non mancano le ombre e le pene, attraverso cui la missione di luce deve passare perché si compia! Maria vi partecipa pienamente e coscientemente: grazie, Madre santissima del dono che sei!

Ed infine una nota sulla missione di fondere e di purificare che dovrà compiere quel Bambino, rovina e resurrezione di molti in Israele: che strano! Opposti che in Lui si compongono o meglio sono presenti entrambi, a causa della diversità di come viene accolto. Sì, ha ragione Simeone: la Sua Parola e Suoi gesti sveleranno i pensieri malvagi dei cuori ed Egli metterà a nudo i nostri piani malevoli; ancora oggi noi non possiamo nasconderci a Lui e se ci lasciamo lavorare, dalla rovina per noi per la responsabilità che abbiamo, possiamo anche risorgere, se però abbandoniamo quei piani egoistici e ci lasciamo condurre da Dio sulle Sue strade. Fondici in uno ancora, o Signore, e fa che accettiamo che la nostra sofferenza, anticipata già qui sulla terra, ci serva come purificazione! Ci pensiamo mai al valore di purificazione della sofferenza?

Don Luigi, servo che conosce il soffrire

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1 febbraio 2020, gregorio-de-stefano