FUOCO NEL FUOCO, CUORE NEL CUORE

FUOCO NEL FUOCO, CUORE NEL CUORE

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Carissimi fedeli,

nel preparare durante questa ultima settimana la riflessione odierna ho pensato particolarmente ad un  papà di un mio alunno degli anni scorsi, che quando mi incontra, subito e con infinita gioia del cuore, mi parla del suo figlio, ricercatore scientifico, che gli sta dando tante soddisfazioni, andando anche al di là delle sue aspettative; quando ne parla vedo che gli luccicano gli occhi e quasi si commuove: ecco, voglio partire da questa semplice esperienza umana per conoscere insieme, un poco di più, il valore del grande Mistero di fede, che oggi ci viene raccontato nell’episodio del S.Battesimo di Gesù Cristo, e che costituisce il senso della Solennità, con cui si chiude il tempo di Natale. Scelgo questo versante così umano, perchè, come abbiamo ascoltato, veramente il Papà del Cielo, il Papà di Gesù Cristo ha parlato in questa circostanza ed ha detto di compiacersi nel Figlio suo Gesù, cioè si è identificato totalmente, è soddisfatto, Gli è piaciuto tutto quello che finora aveva compiuto e che avrebbe compiuto in seguito, perchè stava realizzando in pieno la sua Volontà; in altri termini il Padre si riconosceva in Gesù, potremmo ancora scrivere che era proprio contento di Lui e quel che diceva o compiva non era solo farina del suo sacco, ma frutto anche del disegno d’Amore di Padre per la salvezza di tutta quanta l’umanità. Di lì a poco Gesù avrebbe camminato per la terra di Palestina e non solo, per annunciare il Regno di Dio Padre, per far conoscere agli uomini la sua infinita Misericordia e, dando la vita, per riscattarli dal peccato e dalla schiavitù della morte; un ministero, quello di Gesù, cioè un servizio, compiuto integralmente nella Potenza dello Spirito Santo, che lo ha consacrato nel giorno del S.Battesimo Messia, cioè unto, e Sacerdote, Re e Profeta per realizzare l’Opera Redentrice Celeste. Il Padre consacra al Figlio Suo tutto il Suo Amore, potremmo ancora scrivere che Gesù è veramente tutto il suo Cuore, e che nel petto di Gesù, per la comunione d’Amore Trinitaria, come un percorso “di superstrada veloce riaperto”, a doppia corsia di scambio tra cielo e terra che è Lui, Uomo nuovo, batte il Cuore del Padre: Egli amerà, guarirà, parlerà, soffrirà, annuncerà e opererà sospinto, nella Potenza d’Amore, dal Padre, nell’effusione continua dello Spirito, che Lo sosterrà e Lo confermerà sempre nei tre anni di servizio messianico, per il Disegno d’Amore che stava compiendo. “Verrà uno più forte di me!”, esclama Giovanni Battista: quale è la Forza di Gesù? Ecco la sua Forza: Egli, Messia atteso, è forte della Forza del Padre, che è Forza di Amore, anche verso i nemici, Forza di Compassione per vincere la freddezza dei cuori chiusi, Forza di Misericordia per estirpare dalle radici la pianta malevola del peccato, ed ancora Forza di Perseveranza nell’annuncio e nel dolore, per regalare agli uomini la vera libertà e Forza di Vicinanza e di Condivisione verso gli uomini feriti, per versare sulle loro cicatrici Olio di Consolazione e Vino di Speranza. Dal Cielo finalmente riaperto, come un autostrada sulla quale si concludono i lavori, e dall’Acqua, santificata per sempre nell’umanità vera di Gesù, per la Santità perenne dello Spirito, rinasce una nuova umanità chiamata a dare a Dio Papà, come Gesù, le stesse gioie, “le stesse soddisfazioni”, lo stesso piacevole sguardo di compiacimento; mi domando: potrebbe già ora, dopo tanti anni di Grazia di figlio ricevuta, Iddio Papà essere contento almeno un poco di me e potrebbe, anche solo in parte, pronunciare Iddio, anche verso di me, le parole annunciate verso il suo Figlio? Le mie opere ed il mio annuncio lasciano, almeno debolmente, trasparire l’Altra ed Alta Presenza Divina? Ed ancora, mi domando: sperimento soprattutto nella preghiera di silenzio, di ascolto, di lode e di contemplazione io chi sono? Ne ho preso coscienza? Io chi sono? Sono un figlio amatissimo dal Papà, come Gesù! Dio Padre, in Gesù fratello, ha adottato anche me, peccatore, come figlio, nella speranza, se io voglio, di salvarmi, di rendermi somigliante a Gesù  e di farmi santo, perchè i santi lasciano abitare in essi la Santità di Dio e di essi il Papà è proprio contento e si compiace. Quando matura una relazione su questa terra, per esempio coniugale, di figliolanza o di amicizia, dà tanta gioia intima al cuore poter dare e ricevere, senza ombra di confusione, affetto sincero: ecco, carissimi e carissime, immaginiamo così il nostro essere stati costituiti figli adottivi del Papà di Gesù Cristo: anche noi Fuoco nel Fuoco, Cuore nel Cuore.

don Luigi, servitore vostro

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13 gennaio 2019, gregorio-de-stefano