IL FUOCO DI UN CAMINO

IL FUOCO DI UN CAMINO

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Carissimi fedeli, 

tutti noi certamente, soprattutto se abitiamo in montagna, abbiamo fatto esperienza, nel gelo dell’inverno, di entrare in una casa fredda e mal riscaldata e viceversa quella di abitare in una casa ben riscaldata; forse sono esperienze che abbiamo vissuto anche questo inverno che si è appena concluso: il freddo non ci permette di star bene e volentieri in una abitazione, mentre in inverno non vorremmo mai abbandonare una casa calda; anzi voglio scrivere anche che, sulla scia dei versi di una bella canzone di musica leggera, noi siamo soliti dare un’anima ai camini, tanto che diciamo che il “fuoco di un camino” sembra proprio un compagno che riscalda, muovendosi si agita e quasi parla ai cuori, più che ai corpi; a proposito, buona stagione di Primavera, la stagione della speranza! Ecco, carissimi e carissime, oggi la Parola nella prima Lettura in questa terza Domenica di Quaresima ci presenta la Rivelazione di Dio a Mosè nel segno del fuoco, del roveto che arde e non si consuma, uno spettacolo: Dio desidera essere riconosciuto e si rivela come Fuoco Eterno d’Amore. Voglio chiedere subito: secondo voi è una questione secondaria ed irrilevante quella di stare vicino o lontano dal fuoco? Comporta una differenza nelle sensazioni e nella salute del nostro corpo? Allo stesso modo chiedo con forza d’animo: è una questione oziosa e da salotto, quella di vivere lontani o vicini al Fuoco di Dio? Comporta una differenza sulle “sensazioni e sulla salute” delle anime nostre? Un’anima “riscaldata” ed un’anima “non riscaldata”, cioè una persona con la consapevolezza della fede di essere amata da Dio e una persona che non fa’ questa gioiosa esperienza, mi chiedo e vi chiedo: è la stessa cosa? Si vive allo stesso modo da credenti e non credenti? Possiamo impostare mai la vita allo stesso modo? Perché a volte  entriamo in relazione con persone che danno la sensazione di un “motore spento” o  perché noi stessi/e potremmo dare agli altri questa impressione? Io credo tanto invece che alla luce di questa riflessione siamo chiamati a riconoscere, con profonda onestà, che la questione in gioco è vitale ed è legata alla nostra identità e al nostro essere più vero e profondo: cambia la nostra identità se viviamo lontani o vicini al Fuoco, è diverso il nostro essere persona se siamo credenti e “praticanti” od invece facciamo come se Dio non vi fosse! Scusate, ma c’è differenza nel profondo del cuore tra il sapere di essere perdonati o meno oppure tra il ricevere un bacio di affetto da papà e il non averlo mai ricevuto? Carissimi e carissime, Dio ci ha chiamati ad una grandissima missione che può incidere tantissimo nella vita e nelle scelte di identità e di essere di queste persone e di queste anime che Dio ci ha affidato. Volete sapere, secondo me, chi siamo noi catechiste/i? Siamo come mamma e papà, che invitano dolcemente tante persone ed anime infreddolite e bagnate: avvicinati al Fuoco, lasciati riscaldare, non aver paura, stai e resta accanto al Fuoco e poi, se sei capace, porta Questo Calore anche agli altri o conduci tu stesso altri a Questo Fuoco! Il Vangelo abbiamo ascoltato come parla del freddo del distacco da Lui; Gesù non usa mezzi termini: è morte!  Morirete tutti, se non vi convertite! Gesù vuole spaventarci forse, vuole minacciarci, vorrà punirci, allora? Niente, niente di tutto questo, ma ancora come una mamma ed un papà ci sta dicendo: se state lontani dal Fuoco, lì, lontani prenderete il raffreddore, vi ammalerete e potreste malauguratamente perdere la vostra salute dell’anima per sempre, in maniera irrimediabile, quando non ci saranno più medici che potranno guarirvi; perciò per favore state qui, vicini al Fuoco adesso che ne avete la possibilità e non vi allontanate per insipienza, per distrazione o per tentazione: lontani da questo Fuoco c’è solo tanto freddo! Noi parliamo ancora del peccato mortale? Il papa nel messaggio della Quaresima 2018 presenta l’immagine dantesca del demonio, seduto su di un trono di ghiaccio. Che bello se i nostri ragazzi trovano sul nostro volto e nei nostri cuori anche solo una scintilla di Questo Fuoco Divino! Quella scintilla attirerà e richiamerà al  Fuoco, che sta riscaldando la nostra anima e la nostra  persona. Grazie, Gesù, perché oggi ci hai detto che Dio Padre non spegne mai il suo Camino, esce ed entra continuamente per portare legna al Fuoco Acceso, e perché presso il Camino del suo Amore possiamo trovare sempre caldo, anche solo all’ultimo istante della nostra vita, dopo giorni, mesi ed anni di solitudine, gelo e pioggia: Lui ha pazienza e spera che, prima o poi , con l’aiuto dei suoi amici accaldati al Suo Fuoco, tutti verranno a riscaldarsi. Che bello poter pensare che la nostra vita cristiana ce la giochiamo tutta tra lo stare in Grazia del Fuoco d’Amore di Dio e il vagabondare, attratti dall’ingannevole ed apparente caldo dell’ agghiacciato maligno.

don Luigi, servitore vostro

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23 marzo 2019, gregorio-de-stefano