IL PELLEGRINO BUSSA… TROVA CASA?

IL PELLEGRINO BUSSA… TROVA CASA?

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Carissimi fedeli,

è purtroppo storia quotidiana quella di tanti fratelli e sorelle che lasciano le proprie povere terre, a volte tormentate anche da feroci guerriglie, percorrendo chilometri a piedi o attraversando mari su barche d’avventura, in cerca di una stabilità e di una casa; perché certamente la casa rappresenta praticamente il luogo fisico, da dove partire per poter realizzare nella fedeltà i nostri sogni grandi di vita. Le letture di questa seconda Domenica di Avvento mi fanno tanto pensare che anche “il Dio Povero e Pellegrino”, si sia messo in cammino, con il suo semplice sacco sulle spalle, per cercare umilmente anche Lui una casa stabile dove dimorare; e concretamente bussa alle porte dell’umanità sperando di essere accolto: l’Evangelista Luca, nella sua grande introduzione storica, ci dice che questa immagine non è il risultato di una fantasia malata, perché Dio, facendosi carne in Gesù di Nazareth, con l’intento di venire a salvare l’uomo, ha veramente abitato la storia degli uomini, è stato cittadino di una terra, ha abitato una cittadina concreta, ha condiviso alcuni anni della storia degli uomini, segnati da personaggi famosi, che come governatori politici o religiosi, verranno anche a contatto con Lui: Gesù non è un mito o una favola raccontata bene dalle nostre bravissime nonnine, un po’ magari alla pari di Babbo Natale o della befana. Con Gesù Dio atterra veramente nella pista di questa umanità e la risolleva dalle bassezze del suo peccato! E’ venuto pellegrino e bussa alle porte dei cuori per entrare! Questa prima parte del Vangelo allo stesso modo ci lascia intravedere che questi personaggi famosi, segnati come sappiamo da storie ingarbugliate di sete di potere, acquisito a qualsiasi prezzo e compromesso, fosse anche il sangue da far scorrere, non sono riusciti a riconoscere che proprio nei loro anni di vita e di passaggio terreno si è verificato il più grande evento storico mai registrato nella storia dell’umanità, che un Dio si facesse uomo semplice, cittadino comune di Nazareth di Galilea.

Possiamo con certezza affermare che quando Dio ha bussato ha trovato una casa già piena in questi personaggi, piena di fili aggrovigliati, di trame solo umane di potere, per cui per Lui non c’è stato spazio; il sé, quando riempie troppo il cuore, occupa troppo spazio e non lascia posto a Dio! Un io troppo grande può escludere Dio! Ma il Vangelo nella seconda parte interroga noi tutti. Giovanni il Battista ci ricorda che questo pellegrinaggio di Dio presso i cuori degli uomini non si è mai interrotto e continua anche oggi; il Battista stesso continua la sua missione, per cui prepara i cuori a riconoscere e ad accogliere il Signore e a non farlo andare via senza che sia entrato. Ma ci dice Giovanni che il Signore nei cuori per entrare non può trovare montagne altissime, che Gli impedirebbero di venire! Cosa vuoi dire, Giovanni? Cosa sono questi monti? Il monte Bianco dentro il mio cuore? Ognuno certamente fa bene a questo punto ad esaminare se stesso, per scorgere se nel suo cuore ci sono monti da abbassare, ma certamente possiamo scrivere che l’orgoglio umano, l’immobilismo, il non volere mai lasciare le proprie idee e convinzioni anche sbagliate, le fratture incolmate con i fratelli e le sorelle della comunità, la chiusura al confronto con testimoni sulla fede per compiere passi in avanti, il peccato che ci portiamo dentro e di cui mai ci liberiamo per anni ed anni, l’ostinazione cosciente a perseguire strade sbagliate, il rifiuto al ricorso alla preghiera per chiedere forza di lasciare il male ed il peccato o strade sbagliate ed altro ancora, possono costituire vere montagne dietro le quali il Signore si blocca e non entra nel cuore perché non può, è già tutto offlimits.

E le valli, Giovanni, cosa ci vuoi dire, che forse nei nostri cuori abbiamo praterie immense da scoprire e da percorrere, con zone geografiche non piccole da accettare e da conoscere? Forse abbiamo bisogno di una bella mappa per approfondire la geografia dei cuori? Lo riconosciamo! A volte può essere più facile per esperti scalatori salire il monte Everest, che per il Signore entrare nei nostri cuori complicati e arzigogolati, altro che grotte e labirinti per il filo di Arianna! La valle, il terreno va giù e si crea un vuoto: di preghiera innanzitutto, di relazione forte con Gesù, di ascolto della sua Parola, di nutrimento del suo Pane, poi di impegno cristiano di vita, di fedeltà al Vangelo, di opere sante a servizio del Vangelo, di conoscenza degli insegnamenti cristiani, mamma mia quanti vuoti nelle menti e nei cuori dei giovani a scuola, che pur si dicono cristiani! Ma chi si preoccupa delle loro valli interiori? E ancora: valli di abbassamento dell’intensità del cammino della fede, della speranza e della carità; pensiamo solo un attimo ai tanti che, dopo momenti forti e belli di fede, per trascuratezza spesso di famiglia, abbandonano tutto oppure a quelli che, a causa di una delusione, tracollano nella fede! Lavoriamo molto, ci esorta con forza Giovanni Battista, con ruspe e mezzi meccanici spirituali, con l’aiuto dei direttori dell’anima, veri esploratori delle grotte interiori, per livellare il terreno ed accogliere il Dio pellegrino che bussa e vuol trovare posto stabile nei nostri cuori!

don Luigi, servitore vostro

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15 dicembre 2018, gregorio-de-stefano