“LE CELLULE” DELLO SPIRITO UMANO

“LE CELLULE” DELLO SPIRITO UMANO

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Carissimi fedeli,

tra le immagini che mi suscitano queste letture odierne, quella che ha prevalso è quella delle cellule, gli organismi primordiali e costitutivi del corpo umano; di quante ne siamo dotati! Quanta necessità abbiamo che esse siano sane! Di quante svariate caratteristiche sono portatrici!

Se proviamo ad immaginare un corpo spirituale del cristiano, oggi Gesù ci ha detto, esso è chiamato ad avere in ogni sua piccolissima particella o cellula il carattere dell’Amore! L’Amore anima l’immaginato “corpo spirituale” del discepolo di Gesù! L’Amore in ogni gesto e in ogni parola caratterizza l’amico/a di Gesù! L’Amore fa sì che veramente noi assomigliamo a Dio Padre e facciamo risplendere in noi la sua Essenza! Dio è Amore, ci ricorda San Giovanni, mentre oggi Gesù ci dice chi siamo veramente, quale è la nostra profonda identità: siamo, allo stesso modo, amore! Noi siamo amore! L’uomo è amore! Quando l’uomo vive la crisi? Quando non è nella gioia? Quando non trova motivi per sperare e proseguire con entusiasmo il suo pellegrinaggio sulla terra? Quando si ammala di tristezza congenita? Quando non ama e non si sente amato! Quando non ama o non si sente amato l’uomo non è se stesso, sta contraddicendo la caratteristica delle cellule con cui è creato, sta facendo “impazzire” il suo “corpo spirituale”, composto di cellule di amore. Entrando poi in un immaginario laboratorio scientifico e scomponendo al microscopio queste cellule del “corpo spirituale”, emerge che sono due le caratteristiche di fondo di ogni organismo di base; nel DNA spirituale di ogni uomo Dio ha inserito queste due peculiarità: Amore a Dio e Amore ai fratelli e alle sorelle! Un solo micro-organismo, la cellula, con due qualità specifiche che permettono all’uomo di compiere gesti meravigliosi e di realizzare pienamente sé stesso e la sua umanità. Immagino: potrei riuscire anche solo ad amare il mio prossimo come me stesso, ma non amo Dio: questa ultima parte, che compone comunque ogni cellula, rischia di morire, perchè non è resa viva dalle azioni della persona e l’uomo si ammala per metà; viceversa, secondo me per assurdo, potrei amare Dio con tutto il cuore, l’anima e le forze, ma non amo i fratelli e le sorelle, allo stesso modo, per questa costituzione genetica spirituale, sono un uomo a metà! Qualcuno ha intitolato un suo LP “nero a metà”!

Carissimi, mi perdonate se continuiamo in questo viaggio immaginifico, perchè voglio scrivere che noi catechisti e catechiste, parroci e consacrati/e, ma prima ancora genitori cristiani, insegnanti cristiani ed educatori cristiani siamo stati costituiti da Dio per vocazione “insegnanti di biologia dello spirito umano”, chiamati semplicemente, non spaventatevi per favore, a far conoscere a quelli che Lui ci affida con amore, come è fatto il nostro organismo spirituale e come fare per farlo funzionare bene in modo tale che tutte le sue funzioni sono messe in stato attivo, in on-by e non in stand-by.

Nella mia mente e nel mio cuore ho fatto un viaggio e sono entrato, me ne scusate, in tante famiglie cristiane e nelle nostre parrocchie: ho trovato, che i fanciulli vengono ancora battezzati e ricevono anche la Prima Comunione, come sacerdote me ne sono rallegrato, e che nelle comunità si tengono anche tante processioni e si celebrano tante S.S.Messe, ma pongo a me innanzitutto e a voi la domanda: è compiuto tutto per Amore di Dio? Suggerisco: chiediamo a Dio il dono di amarLo e se Lo faremo anche amare sono sicuro che tutto, in quelle case e in quelle chiese e comunità, rifiorirà! Girando per le stesse case e chiese ho visto anche tante forme ammirevoli di amore ai fratelli e alle sorelle, ma a volte limitato nel tempo, solo istintivo o emozionale, cioè dura poco più del tempo di un’ emozione, per esempio tra i giovani sposi e ho notato perciò tanta solitudine e freddo gelido dentro i cuori; ma non solo! Ho guardato ai tanti addobbi per rendere gli ambienti di vita belli, soprattuto a Natale, ma tra le persone, aimhè, anche tra i sacerdoti un poco manca la bellezza dell’amore reciproco. Possiamo cominciare di nuovo a guarire tanti cuori feriti? Non ne parliamo poi della fretta e dell’ansia: si deve scappare! E non abbiamo più il tempo di visitare un amico o un parente ammalato e solo, o semplicemente di raccontarci un episodio o una battuta simpatica e quindi sui volti tanta tensione, come fili elettrici che al primo cortocircuito esplodono, creando blackout nelle relazioni fraterne. Possiamo ricominciare una vita cristiana? Possiamo vivere di più secondo la caratteristiche del nostro organismo spirituale, creato da Dio?

don Luigi, servitore vostro

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4 novembre 2018, gregorio-de-stefano