PESO ENORME O SORGENTE VIVA?

PESO ENORME O SORGENTE VIVA?

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Carissimi fedeli,

lo svolgersi degli eventi nella nostra vita ci spinge sempre di più, man mano che procediamo, a tener presente, nella consapevolezza che abbiamo di noi stessi, sia del presente che scorre o “sembra correre”, sia del futuro che impariamo a programmare e a costruire, come anche del passato, vissuto, speriamo, intensamente. Quando però quest’ultimo non è stato segnato da eventi felici, spesso, se non guardato con amore e sorriso, è motivo di grande sofferenza: chi più di noi sacerdoti, depositari per vocazione e missione a vario titolo di confidenze molto intime e profonde, si accorge della verità di questa affermazione? Inoltre quando il nostro sguardo retrospettivo è molto lungo, prendiamo ad esempio i fratelli e le sorelle anziani, non facciamo altro che parlare solo di esso; oppure può essere che qualche esperienza negativa vissuta nel passato ci blocchi, a tal punto che non riusciamo più bene ad andare avanti: quindi il passato ci può addirittura schiacciare e noi stessi possiamo assomigliare a quegli orologi dei campanili nei paesi dove si verifica un terremoto, che rimangono bloccati con le lancette alle ore in cui si è verificato il sisma.

Carissime e carissimi, ecco la bella notizia di oggi, quinta Domenica di Quaresima, anche questa potremmo chiamarla della gioia: il passato, per noi fosse anche il più negativo e triste, non è per forza fonte di disperazione; con Gesù e quindi con Dio possiamo risorgere veramente e realmente dalle rovine di un trascorso di peccato o di fallimenti; possiamo guardare avanti, possiamo essere sempre giovani, proprio perché comunque, fosse pure a cento anni, il futuro lo abbiamo davanti.

È davanti a noi, come spiega benissimo anche San Paolo nella seconda lettura. La misericordia di Dio ci copre con la potenza del suo soffio e spazza via ogni incrostazione di pensiero negativo; è quasi come se Dio, nostro Papà, ci prende in braccio, ci stringe a Sè e ci aiuta a leggere insieme il libro del nostro passato, anche quelle pagine negative, che da soli noi non vogliamo mai leggere e ci dice: “ma tu pensi forse che Io non posso accogliere anche questi passaggi complicati o delicati e fare nuove anche queste esperienze? Tu solo abbi fede, dà tutto a Me e guarda avanti con speranza, con gioia, sorridi e non peccare: il passato Io, il Maestro, lo leggo insieme a te e l’ho perdonato e non esiste più, perciò tu puoi sorridere: allora la nostra bocca si riempe di sorriso”!

Forza, sorridi, vai nel mondo e nella storia come una persona nuova, amata, finalmente amata, profondamente amata e rinnovata, ri-creata dalla Grazia, che è, un poco poco soltanto, come le lavatrici di tante di voi, bravissime casalinghe, perché Dio ci rende sì nuovi, ma dentro, laddove nessuno mai può arrivare e lì trasformare, come vero prodigio, “le cellule e il Dna” della nostra anima.

Cosa nasce o cosa viene creata con il perdono di Dio? Volete saperlo? Una persona nuova, agli occhi di Dio veramente non esiste più il passato, esiste solo il futuro e, se anche noi lo vogliamo, esso è luminoso, bello, nuovo, pulito e terso come il cielo in un bel giorno di primavera; sì, ma proprio io e il mio futuro? Sì, proprio io, con tutto me stesso e il mio futuro; ma nella coniugazione del verbo futuro Dio è Maestro esigente e chiaro e Lui sì che il tempo futuro lo sa coniugare proprio bene, da otto: sentite? ”Va e non peccare più!” La nube nel cielo del futuro viene solo quando ci rivolgiamo di nuovo al passato, nel vomito del nostro ieri e ritorniamo a stare in quelle pieghe peccaminose, che non riusciamo proprio a lasciare; Gesù sembra dirci: spiegati invece in tutta la potenza del tuo cuore e delle tue belle capacità, non arrotolarti su te stesso e non ripiegarti sul tuo passato; sii, con la tua vita e i tuoi gesti, come un bel lenzuolo spiegato e limpido, con mille colori e ricami e ben visibile e ammirato da tutti nella Chiesa: ecco chi sono i santi, carissimi e carissime; anche quel passato negativo, messo nelle mani di Dio, diventa un nodo posto dietro il lenzuolo ricamato, che permette al Ricamatore di far uscir fuori un bel capolavoro!

Ci prepariamo alla Pasqua, ecco la nostra Pasqua, ecco la mia Pasqua, la vita nuova che attraversa la mia persona, la mia anima e poi “di missione” la mia famiglia, la mia comunità e poi lì e poi là: la Pasqua di  nuove creature, che rendono nuovo questo mondo. Che bello se un giorno potessimo ascoltare un bel Tg di sole tante notizie belle, animato da persone, rinate con la Pasqua, che sanno solo raccontare eventi belli, di luce; una volta mi trovai all’uscita di una chiesa dopo la S.Messa Pasquale dei fratelli e delle sorelle ucraine: dai colori sgargianti dei loro vestiti dovevi per forza porti la domanda: “ma oggi che cosa è”? Che bello, se anche dai nostri sorrisi e dal nostro essere creature nuove siamo capaci di dare al mondo la più bella notizia!

don Luigi, servitore vostro

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6 aprile 2019, gregorio-de-stefano