PRENOTIAMO IL SANTO VIAGGIO, E’ GRATUITO!

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Carissimi fedeli,

certamente una delle esperienze più belle che abbiamo prima sognato e poi compiuta è quella di viaggiare: si, viaggiare, cantava L. Battisti! Chi di noi, soprattutto in giovane età, non ha sentito i brividi e l’ebrezza di viaggiare in comitiva, cantando a squarciagola con i propri compagni di viaggio e mostrando aspetti della personalità, che nel clima di pur sana tensione quotidiana, non emergono?

Oggi la Parola e la Solennità della Santa Famiglia di Gesù, Giuseppe e Maria ci lasciano leggere in filigrana la loro affascinante ed unica esperienza con la categoria del viaggio, che il salmo odierno, nella sua vecchia traduzione, definisce “santo”; quando si intraprende un viaggio ci si pone nella disponibilità del cuore ad accettare qualsiasi “sorpresa”: si può bucare la gomma di una ruota, come viceversa si può godere di paesaggi incantevoli o di albe e tramonti indimenticabili. Certamente prima della partenza è saggio stilare un certo “diario di bordo”, un programma, in modo da orientare bene il proprio andare. Carissimi e carissime, sento di “intelligere nello spirito” così la vicenda prima di Maria e di Giuseppe e dopo in compagnia anche di Gesù: lascio campo libero alla mia sana fantasia e oso mettere in testa un casco a Maria e Giuseppe per un viaggio santo, “convocati” da Dio Padre, Capo-Costruttore, al traguardo vinceranno la “Coppa-vita eterna”! Prima tappa, il loro matrimonio e… prima sorpresa del viaggio, l’annuncio dell’Arcangelo Gabriele a Maria; Lei cambia un po’ rotta, riprogramma le mete e parte di nuovo con i motori potenti della fede e del coraggio; anche per Giuseppe, ancor prima di partire, con i motori ancora spenti ai blocchi della partenza, prima sorpresa, l’annuncio dell’angelo: mi sembra che lui abbia impiegato giusto un pochino più di tempo ai box, rispetto alla Ferrari-Maria, per cambiare le ruote e ripartire; ma nessun problema: anche lui riparte dalla linea con lo stesso motore di Maria, quello appena revisionato della fede e del coraggio, anzi questa volta loro due viaggiano su una sola auto, velocissima e vanno fidandosi di Dio, quale bellezza, sfidando rotture, bucature, fossi e intemperie, alimentando la loro andatura con il vento “soffio dello Spirito”, raccolto nelle “rosse scocche” e fermandosi sempre per le necessarie soste al comune punto di rifornimento “Divina Parola”.

Nessuno mai ha viaggiato e corso finora su quella pista, sono i primi, per alcuni versi saranno anche gli unici, per altri versi tantissimi altri nella storia “dell’autosprint”, chiamata Santa Chiesa, li seguiranno! Sì, comunque li vediamo andare sicuri, perché sentono che dall’alto Qualcuno orienta bene il loro “navigatore”. Il loro viaggio prosegue sereno e felice, dopo altre improvvise sorprese scatenate dalla furia tempestosa di Erode, e fa tappa a Nazareth, dove fanno sosta; una volta l’anno, con ritmi lenti e comunitari, non in prima classe, né pretese di viaggi organizzati solo per loro dall’angelo, magari con un jet privato, vanno in carovana, confondendosi con tutti, a Gerusalemme: lo prevede il Programma! Altra sorpresa: scoprono che il Figlio, ormai Ragazzo Gesù, non appartiene loro, è tutto e solo di Dio Padre! Tornano a casa con cuore pesante e pensante! Hanno capito comunque che questo viaggio è santo, perché non l’hanno progettato da soli, Dio Padre li ha scelti e sta donando loro tutte le attrezzature e i mezzi per compierlo; essi hanno dovuto solo mettersi alla guida e con lucidità e responsabilità guidare l’auto per evitare incidenti e giungere sino al traguardo. Grazie, o Signore, perché hai chiamato questi santi piloti a compiere questo “santo viaggio”, ricco sia di liete che tristi sorprese; oso chiedere, o Signore, che quelli che in qualche modo ora stanno compiendo quasi lo stesso santo viaggio di Maria e di Giuseppe con Gesù, non smettano di andare, importa poco a quale velocità, e che lo facciano, sempre insieme a tutti, in carovana, non ponendosi mai a parte; inoltre conoscano nello spirito, quando è giusto, anche sostare per i rifornimenti necessari, il cambio d’olio, la pulizia dei motori ed accettino sia di essere umili nello stilare programmi di viaggio, sia di saperli cambiare quando “intelligono” nello spirito che dai box il Capo dei meccanici, a sorpresa, chiede loro una revisione della rotta di bordo; per i nostri giovani, invece, ti chiedo, o Signore, di smetterla di stare solo a guardare alla tele “sul divano”, infinitamente e comodamente, gran premi che altri corrono e che oggi non sempre finiscono bene; fa’ che assumano il coraggio ed il fascino di scendere in pista per intraprendere anche loro “il santo viaggio”, pieno di sorprese.

Auguri e benedizioni a chi sta camminando o correndo su questa pista, piena di sorprese di vera vita, da pochi o da molti anni! Se ci siamo anche noi, e da credenti, è perché qualcuno ha avuto questo coraggio!

don Luigi, servitore vostro

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29 dicembre 2018, gregorio-de-stefano