RUSCELLO PERENNE DI CRISTALLINE ACQUE

RUSCELLO PERENNE DI CRISTALLINE ACQUE

Condividi su:   Facebook Twitter Google

Carissimi fedeli,

da fanciullo anche io, come voi, ho studiato che quel grande fiume che attraversa parte della nostra penisola italiana, il più grande, il Po, nasce dal monte Monviso e certamente facevo bene ad immaginare che copiose sorgenti d’acque e ricchi ghiacciai erano l’alimento sorgivo di quelle grandi acque che ingrossavano questo fiume; la sua portata allora ci sfuggiva nella realtà, ma non nella fantasia.

Oggi purtroppo, a causa dell’inquinamento galoppante, assistiamo a squallide scene di fiumi che arrivano nel mare, conducendo soltanto materiale e sostanze nocive, che emergono a volte nel segno di schiume, preoccupanti solo a vedersi. Allo stesso modo nel giorno della Solennità dell’Immacolata Concezione, davanti allo spettacolo quotidiano dei “fiumi schiumosi e puzzolenti” di male, egoismi, lotte fratricide, tensioni, solitudini, emarginazioni, prepotenze, morte, violenze e scandali, da cui purtroppo è ancora caratterizzata la nostra storia, vogliamo ed osiamo chiederci, da uomini e donne pensanti con Cristo: ma da dove ha origine questo fiume maleodorante di acque inquinanti? Quale è la sorgente, cioè la causa ultima e fondante, di questo scorrere di notizie rattristanti, che sembra non aver fine, nonostante tutto, dando la falsa impressione di poter prevalere anche sul Bene? Ci chiediamo ancora: ma cosa c’entra l’odierna Solennità con questo squallore, di cui purtroppo è corredata la nostra quotidianità? Facciamo uno sforzo con la mente e con il cuore: mettiamo in filigrana o sullo fondo del nostro riflettere Maria, in tutta la sua bellezza e discutiamo, se volete, anche in forma accesa: ma è questa l’umanità che era uscita dal Cuore di Dio dalla Creazione? Quale bruttura ha sporcato e rovinato l’immagine di Dio in noi, donataci nella Creazione? Ma sono così  rovinose le conseguenze del Peccato delle origini? E quale è l’opera che ha compiuto Gesù, morendo in Croce per noi? Intanto portiamo a casa questa notizia come certezza inamovibile, come una roccia che nella stanza centrale del cuore nessuno può spostare: tutto ha avuto origine dal peccato!

Mannaggia il peccato, diceva un mio zio, quando ero bambino! Tutto il fiume sporco ed inquinato delle cattive notizie di male ha origine dal peccato! E’ cosi brutto il peccato! Ha conseguenze così nefaste il peccato! E noi vogliamo continuare a bere o a respirare o a tuffarci addirittura, vicino o dentro ad acque così sporche? Purtroppo, nella lotta di cui parla la prima lettura, il peccato esercita ancora un grande influsso su di noi! Quel volgere le spalle a Dio, quel desiderio insano di decidere autonomamente il bene ed il male, quella voglia di fare di sé stesso il metro di misura di tutto, anche nelle decisioni vitali, è stata la causa di questo scorrere nella storia del fiume sporco ed inquinato del male, di cui Cristo Gesù è venuto nel mondo come riparatore e purificatore, per far scorrere invece dal suo costato un fiume di Grazia e di salvezza: con Lui acque limpide potranno scorrere per quell’umanità che, nella fede, Lo riconosce Salvatore!

Ma l’umanità accoglie questa Bella Notizia? L’uomo vuol vivere come Gesù o come Adamo? E’ affascinato dal Nuovo o dal vecchio Adamo? Facciamo emergere a questo punto dallo sfondo Maria e mettiamola in primo piano e guardiamola, ammiriamola, contempliamo Dio in lei; chi è Maria? Perché e per-chi ci è donata Maria? Lei è’ il modello, il prototipo della nuova umanità che quasi rinasce dal Cuore di Dio, nel sacrificio d’amore di Gesù e ci è donata non come una testimone irraggiungibile ed inimitabile, ma come speranza di poter riuscire a vivere, questa volta sì, come Cristo, dal Cuore docile alla Volontà di Dio, anche nella sofferenza  e nell’offerta di sé stesso e non come Adamo dal cuore ribelle ed ostinato al Disegno d’Amore di Dio Padre. Maria è l’umanità riuscita, lei sono io e sei tu, quando nonostante le debolezze, che attraversano ormai la nostra esistenza, decidiamo di gettare l’ancora del cuore nostro in Dio  e di compiere il suo Volere, credendo che il fango, la sporcizia, la bruttura del peccato non per forza o costrizione di fragilità deve “colorare” la nostra vita: noi possiamo alzare lo sguardo, io e te possiamo puntare ancora in alto, io e te possiamo essere in Maria e con Maria fiumi di acqua limpida,  pulita e bella di vita nuova, che affonda le sue sorgenti nel Tempio Santo di Dio che è Cristo Gesù, Signore nostro. Grazie, o Dio, che ci hai donato Maria, in lei sentiamo che la nostra speranza rivive e rifiorisce, sentiamo che in lei ci è donato un sentiero di luce da percorrere in mezzo alle tante tenebre di questo mondo: dentro di noi battezzati, come in lei, scopriamo che Dio ha posto la stessa benedizione, quella di essere santi ed immacolati nella carità, altre Maria cioè, poste nel cuore della storia, per riviverne l’avventura di Grazia e di salvezza.

don Luigi, servitore vostro

Condividi su:   Facebook Twitter Google
15 dicembre 2018, gregorio-de-stefano