UN SOGNATORE INGUARIBILE !

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Carissimi fedeli,

vorrei aiutarvi a rendervi conto di una chiarissima verità che ci offre la storia: moltissime delle belle opere o strutture, attività e sane tradizioni, soprattutto ecclesiali, che noi abbiamo ereditato, nascono molto spesso non da altro se non da un sogno, semplicemente un sogno, dietro il quale si nasconde la vita, e tante volte la sofferenza, di uomini dal grande animo; hanno saputo vedere bellezze dove tutti vedevano solo squallore e sono stati capaci di “inventarsi” il nuovo in terre piene di rughe. Verso di loro, noi dell’odierna generazione, siamo grandemente debitori: per favore inchiniamoci, fratelli e sorelle carissimi, noi piccolissimi nani davanti a questi “giganti”! I sognatori, razza in via di estinzione: pagina scura della stessa catechesi!

Carissimi e carissime, lasciate che oggi, quindicesima domenica del tempo ordinario, io così mi introduca sul “set” della paginetta di quest’appuntamento settimanale di riflessione, almeno a noi, così caro; allora lasciate che vi scriva: che vi sembra? Il Divin Seminatore, che è lo stesso infaticabile predicatore Gesù, non è altro che un sognatore inguaribile! Lo vedete: non guarisce, è proprio malato di sogno eterno; hai voglia che qualcuno di quelli bravi a leggere la realtà per nascondere le proprie pigrizie, Gli sbatta in faccia la sua impressione: “ ehi, inguaribile Sognatore e Seminatore irrefrenabile, Lo sai che il seme che Tu spargi a piene mani in alcuni tipi di terreno andrà perduto? E non Ti accorgi, forse, che la fatica che tu stai compiendo sotto il sole cocente, mentre la tua fronte gronda di sudore, andrà buttata al vento? Verranno gli uccelli e i rovi e ne faranno un solo boccone”! Per favore però, voi lettori fasulli di realtà, guaribili e purtroppo guariti “concretisti”, avvicinandovi a Lui con senso di sberleffo e vomitandoGli in faccia i vostri dati, non sperate di vedere il suo Volto turbato e il suo Cuore intristirsi; non attendetevi che Egli, soltanto per questo (sic!), interrompa i fili e il seguito del Suo divino operato; inoltre non attendetevi che Egli legga come voi le mille “sfoglie” del dolce della vita, lasciandosi stupidamente convincere solo da quelle in superficie, e vi dica: lo sapete che avete proprio ragione? Mi avete convinto! Al posto di seminare, vengo con voi al bar a giocare a carte, così non perdo tempo! Infine, gentilmente, non aspettatevi, (restereste delusi!), che Egli si intristisca per il risultato parziale del Suo indefesso e sacro lavoro: no, gli insuccessi e i nostri terreni di cuori sbarrati con centomila voltate di chiavi, non Lo renderanno infelice, vero miracolo! Non ve ne accorgete, che sta continuando a cantare e a fischiare canti di allegria, mentre getta il Seme e che il Suo Volto resta imperterritamente aperto alla speranza e i Suoi occhi traspaiono ancora il Sogno? Sorpresa: a Lui basta solo aver sognato, aver avuto fiducia, aver sperato di far muovere gli animi per farli correre sulle autostrade di Dio a tutta birra, a velocità impazzate, o ad aprire sui palchi di questo mondo non altro che le scene luminose di una nuova umanità; il Sogno basta al Sognatore, Egli sogna perché sogna! Il sogno basta al sogno! Il sogno è l’unica gioia del sognatore! Quanto vale il sogno! Quanto amo il Sognatore e quanto amo essere sognatore? Non senti, con i Sogni divini, il cuore aprirsi? E se le nostre vite e le nostre comunità cristiane stessero morendo per asfissia da sogno? Quanto fastidio danno i sognatori, eh! Comodo non sognar, vero? “ Si è fatto sempre così!” Quanti ex sognatori vivono sulle spalle di non guariti sognatori! Ed eccolo all’opera mentre esce di nuovo, anche tra piogge e tempeste, anzi soprattutto in quei momenti, e proprio quando gli uccelli sembrano essere in agguato per divorare rapacemente dai cuori degli uomini i tesori preziosissimi dei Suoi Celesti sogni.

Ho immaginato uno psicoterapeuta entrare nella mente del Sognatore e con una specie di sismografo registrare l’intensità delle emozioni e dei battiti del suo cuore al comparire dei Sogni: massimo livello, lancetta fuori corsie e limiti! Cento! Costante, anche in presa coscienza di risultati! Niente, non si muove: come fa? Noi tutti, che a bocca aperta Lo ammiriamo, come i pastori napoletani del presepe di Sant’Alfonso, come saremmo incantati davanti ad un atleta della Magna Graecia delle antiche Olimpiadi, per favore non attendiamoci che ci domandi: e tu che contempli e mi segui, quanto hai fatto ricca la Sacca di Dio Padre dei tuoi covoni? Né pretendete che Egli, quasi come un conduttore dei nostri freddi notiziari, registri il rendiconto dei risultati di quanto abbiamo detto e fatto per Lui o come Lui. No no: semplicemente come un gentile ed amabile professore di scuola, seduto in nostra compagnia, da amico e Maestro ci chiede: quanto hai sognato? Di quanto hai allargato le porte della tua mente e del tuo cuore degli orizzonti di Dio? Quanto hai immaginato e sperato di lasciare cadere negli squallidi strati della realtà umana intorno a te il nuovo seme d’amore del Divin Sognatore? E a questo punto come qualche mio santo professore di teologia, mi dice dolcemente: “basta, basta, Luigino”! Maria, pienezza di fecondato terreno di Dio, rendici un poco almeno come te: non ne siamo degni!

Don Luigi, servo, tante volte guarito sognatore

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11 luglio 2020, gregorio-de-stefano