UNA SALUTARE CURA DIMAGRANTE

UNA SALUTARE CURA DIMAGRANTE

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Carissimi fedeli,

viviamo un tempo nel quale la vita sedentaria che conduciamo ci porta molto a tendere ad ingrassare, con il rischio che l’obesità non ci aiuti nei movimenti, perché siamo diventati pesanti, nonché crei notevoli disturbi alle attività cardiocircolatorie. Molto spesso in queste condizioni, anche se noi facciamo fatica ad ascoltarlo, il medico ci consiglia di scendere di peso e di cominciare a svolgere qualche sana attività fisica, in modo tale che, alleggerendo il peso, diventiamo agili e leggeri nei movimenti e tutto il corpo ne trova giovamento.

Carissimi, oggi all’inizio del tempo di Avvento, ho forte l’idea che anche Gesù come Medico Celeste ci doni lo stesso invito salutare, questa volta per l’anima e per il cuore, in vista del cammino della fede, perché Lui, come vero Cardiologo spirituale, conosce bene che il nostro “organo centrale spirituale” potrebbe diventare troppo pesante e cominciare a battere male, magari come quando si fuma e tutte le attività della persona ne risentono. Ecco, approfittate di questo tempo che è l’Avvento, dice il Medico Celeste, per una cura dimagrante della vita interiore, che vi alleggerisca da tre grossi pericoli che sono ancora vivi, come al tempo di Gesù; infatti ritengo che la sua sia una bella foto, sempre attuale: innanzitutto le dissipazioni!

Una parola forse difficile e oggi poco usata: esse sono le distrazioni del cuore da ciò che conta ed è essenziale nella vita, per cui rischiamo di riempirci di cose e di attività, che quanto più ci impegnano occupando il cuore, tanto più ci allontanano dal vero obiettivo da raggiungere; come un mezzo meccanico condotto da un pilota distratto, che si affanna per correre veloce verso altri obiettivi e quanto più corre, tanto più si allontana velocemente dal centro vitale; questo termine, dissipazione, ci invita da una parte a sapere usare bene le nostre energie e a non disperderle o a sprecarle, dall’altra parte invece ci richiama ad un grosso dovere, oggi molto importante: domandarci, quale è l’obiettivo profondo della nostra esistenza? Per chi ci stiamo impegnando, sudando, sacrificando, gioendo e altro ancora? Cosa vogliamo raggiungere e costruire nella vita? Qualcosa solo di questo primo tempo della partita o la vittoria finale, a partita conclusa? Ne abbiamo tanto bisogno di alzare la testa, dice oggi il Vangelo, di rialzarci, di camminare a testa alta e guardare in avanti, scrutando l’orizzonte, l’al di là, come se stessimo davanti ad un bel panorama; esso purtroppo è ciò che facilmente ci può sfuggire, perché immediatamente non sta sotto gli occhi e, sfuggendoci, ci impedisce di tendere solo a quello che rappresenta la stabilità Eterna della promessa di Dio.

“Quello che fai tu non lo farei neanche per un milione di dollari!”, Disse un giornalista a Santa Madre Teresa; “neanche io!”, rispose la Santa. Se questa Domenica ci aiuta a conoscere che la vita non è senza meta finale, è già un grande successo pastorale! Poi Gesù, come Dolcissimo Fratello Maggiore, ci vuole liberare dalle ubriachezze: l’ubriaco sta in un “altro mondo”, non ragiona, evade dalla realtà, fugge dai problemi, non è attento agli altri: grazie, Gesù, che ci hai scattato col tuo telefonino questa spietata foto della nuda realtà dei fatti; sai, anche oggi, io ho l’impressione che camminiamo un po’ da ubriachi, soprattutto il mondo digitale ci sta conducendo ad evadere dalla realtà, a confondere il mondo reale delle persone intorno a noi, come se fosse quello virtuale, cioè come se gli altri fossero pupazzi senza anima e senza sensibilità, per cui possiamo farne quel che che vogliamo e ci possiamo letteralmente “tuffare” nel mondo virtuale, pensando che quello sia il vero mondo concreto; o Dio Padre, aiutaci a liberarci da questo pericolosissimo strabismo, di cui rischiano di essere preda soprattutto i nostri cari giovani: USCITE! USCITE! USCITE DA QUELLO SCHERMO! INTORNO A VOI BATTE VIVA UNA REALTA’ CONCRETA, CHE ATTENDE DI ESSERE AMATA DA VOI, FATTA DI VOLTI, DI OCCHI, DI CUORI VERI, DI PERSONE.

Infine gli affanni! Mi sono ricordato delle mie corse pazze da ragazzo dietro ad un pallone sempre da inseguire, senza mai fermarmi, per cui alla fine arrivavo esausto, senza forze, con un fiatone, come quello del bue che riscalda Gesù Bambino; se invece io avessi fatto qualche sosta saggia, non sarei arrivato con quel fiatone….O Gesù, grazie, perché ci dici quanto sono importanti le soste settimanali, chiamate Domenica o quelle personali, chiamate dell’ascolto, della lode, dell’adorazione, della contemplazione, ma anche quelle della visita ad un amico o ad un ammalato e anche qui non la telefonata, soste che ci permettono di tirare un po’ il fiato e riprendere con forza, per portare la nostra Croce dietro Gesù, con le tanta responsabilità che abbiamo in questo mondo. Con questo programma di dieta, snelli e dimagriti, cammineremo agili nello spirito e punteremo con schiena diritta alla meta finale dell’incontro con Lui.

don Luigi, servitore vostro

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1 dicembre 2018, gregorio-de-stefano