Campioni di lotta libera

Campioni di lotta libera

Condividi su:   Facebook Twitter Google

Carissimi fedeli,

la lotta libera è una disciplina sportiva Olimpionica, che esige molta capacità nel sapere dosare le proprie energie di forze, per contrastare in modo corretto e pulito il proprio avversario; pensando alla Solennità di tutti i Santi mi piace pensarli così, come i campioni di lotta libera, intendendo chiaramente non quella che ingaggiano questi sportivi, ma quella che con Dio essi hanno ingaggiato, per amore e con forze di amore, nel tentativo di farLo vincere in loro, sui loro egoismi e sui loro istinti negativi e di farLo trionfare nei loro gesti, eroici per virtù cristiane; lotta che è bello, secondo me, definirla libera, cioè voluta, desiderata, abbracciata come dolce Croce, agognata e ambita; ancora scelta, niente affatto subita; libera perchè figlia di quel fascino che in maniera quasi irresistibile solo Dio sa esercitare così potente su noi.

Ebbene questi campioni, nonostante i limiti derivanti dal proprio carattere o dalla propria formazione familiare o altro ancora, hanno lasciato, con la fatica che neanche in essi è mancata, che Dio compisse cose grandi; alla fine quindi possiamo dire che il Campione è solo e innanzitutto Dio, che con il suo Spirito ha forgiato questi capolavori, ha modellato questa creta informe, facendo uscire dalle Sue mani questi splendori di vera umanità, donandoli a noi come modelli, perchè anche noi possiamo dire come Agostino: se questi e quelli, perchè non io?

E’ bello radunarci nella loro Solennità con il desiderio allora di cantare inni e di dare applausi al vero Campione, Dio, che ancora oggi, in un tempo che siamo così bravi a maledire o a considerare quasi maledetto, in realtà Lui ci sta, in questo momento anche, continuando a benedire con questi nostri fratelli e sorelle e ci dice: “guarda che Io ti amo e se tu mi dai la possibiltà, anche in te posso fare cose belle e grandi; per favore allora, dice sempre Dio Padre, non vergorgnarti della tua umanità, così come è, non scoraggiarti per il peso dei tuoi limiti, non umiliarti eccessivamente per i tuoi peccati, solo fidati di Me, lascia lavorare Me in te, lascia che Io compia in te, come sei, cose grandi e ti lavori, ti plasmi, per compiere anche in te quello che ho compiuto in questi amici”; ecco allora la condizione che ci è richiesta: l’esercizio della nostra libertà, intesa come scelta di Dio in noi, come accettazione, ai limiti dell’arrendevolezza, di Dio, lasciando che il suo Spirito soffi potente in noi e ci porti su lidi impensati, verso mete inaudite, a compiere gesti che proprio noi mai avremmo pensato di poter compiere.

Ma allora la santità non è un processo umano, non è figlia semplicemente dei nostri sforzi , di una volontà eroica, ma staccata dalla Grazia. No, la Grazia agisce in chi lo vuole e lo sceglie e in questi campioni la Grazia e la libertà si sono coniugate splendidamente e armoniosamente e Dio ha ricevuto nei loro cuori, nei loro gesti e dalle loro labbra Gloria e Onore infiniti. Ma c’è un Campione, a cui gli aspiranti campioni possono guardare?

Carissimi/e, Gesù, vero uomo e vero Dio, ci è dato come Campione di santità, che può ispirare i nostri gesti e le nostre scelte, ecco il significato della pagina evangelica odierna, la Sua santità nella nostra umanità, le sue Beatitudini nella nostra povera umanità e noi guardiamo a Lui e ci lasciamo guidare da Lui: amando come Lui, parlando come Lui, servendo come Lui. Il cristiano è un altro Cristo, ecco, il Santo è perfettamente un altro Cristo, il modello “copiato” perfettamente, lo “stampino” ripetuto bene, nella libera lotta del cristiano, accettata per mettere da parte la propria umanità bassa e egoistica e nel desiderio, animato dallo Spirito, di lasciarsi abitare da Dio. C’è un fascino estremo in questa lotta così come sono affascinanti tutte le discipline sportive un po’ estreme, ai limiti, perchè noi stessi non crediamo tante volte in noi e invece in questa “lotta libera” il primo esercizio che compiamo è quello di imparare a credere in noi, perchè Dio ci crede di più di come ci crediamo noi stessi e quindi impariamo a volerci bene di più, come ci vuole bene e ci stima Dio Padre, come suoi figli amatissimi, sui quali conserva e custodisce in modo caparbio un sogno: la santità; il sogno di Dio per me e per te, perchè Egli tra i numeri rifiuta il cinque e tra i voti scolastici la mediocrità; ecco la santità ci spinge sempre a puntare al massimo e a guardare in alto. Forza fratello e sorella, insieme su questa strada, affascinati dal sogno di Dio.

don Luigi, servitore vostro

Condividi su:   Facebook Twitter Google
1 novembre 2018, gregorio-de-stefano