IL CIELO IN UN…VOLTO !

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Carissimi fedeli,

stamane sono proprio tante le immagini che un poco affollano la mia mente ed il mio cuore, dopo avere ascoltato tante volte la Parola di questa quinta Domenica di Pasqua. Decido di iniziare dal cielo che, da sempre, nell’immaginario collettivo, è dimora di Dio, soprattutto per la fantasia dei più piccoli, ma anche meta finale dei nostri occhi e del nostro cuore, delle nostre aspirazioni e dell’umano affannoso cercare; il cielo, che nello stesso tempo ci dona inesorabilmente l’idea di indefinito e la sensazione dell’inafferrabile, come la percezione dell’incognito e purtroppo del dubbio. Perciò alzando il suo sguardo al cielo l’uomo si chiede: chissà se sono stato ascoltato, chissà se Colui che abita quelle nubi è veramente vivo, ascolta ed ama! Capite bene a questo punto chi è Gesù per noi ed il valore bellissimo e profondamente rivoluzionario delle parole del Maestro rivolte a Filippo, nel vangelo odierno: “Filippo, chi ha visto me, ha visto il Padre!”.

Notizia sconvolgente voglio donarvi con questo Vangelo tra le mani e nel cuore: non guardate più il cielo, per favore, quando cercate Dio, carissimi e carissime, soltanto lasciate che ancora lo facciano quanti non conoscono Gesù, purtroppo, e rispettiamoli; abbiamo lo stessa riconoscenza per quelli che prima dei cristiani lo hanno fatto, ma ora, ora il Cielo è sceso non in una stanza, ma in un Volto, si è fatto Volto, si è fatto sorriso, lacrima, indignazione, tensione di sofferenza, commozione, stanchezza e condivisione di cuore: io Lo vedo, io Lo guardo e dentro quel Volto vedo Dio Padre. Comprendete benissimo quanto valgono i sensi umani anche nella ricerca di Dio!

Un Volto umano, niente altro che umano: nessun segno speciale, nessun trucco, niente brillantini o effetti speciali; il Volto di un povero pellegrino, cercatore di cuori aperti e di vite spalancate e leggere, che non ha mai messo gli occhiali scuri per nascondere le sue emozioni: Gesù non ha mai nascosto “sotto la giacca” la sua faccia per non far vedere che si era indignato, o si era commosso, o aveva gioito (come per l’amore umano nella festa di Cana). Di certo quegli occhi luccicanti, profondi e misericordiosi che noi ancora oggi nella preghiera antica del Salve Regina attribuiamo alla Sua Mamma, Gesù li ha “presi” proprio da lei.

Anche i tratti del Tuo Volto, Gesù, ci richiamano a lei: dimmi a chi sei figlio e ti dirò a chi assomigli! I grandi mistici, da innamorati, si sono perduti in quel Volto e non Gli hanno parlato: Lo hanno semplicemente guardato e si sono lasciati guardare, perdutamente; il volto, in matematica algebrica, direttamente proporzionale all’anima, direbbero i professori di scienza. Sapete che anche noi catechiste e catechisti, quando ci presentiamo ai nostri ragazzi e alle nostre ragazze, prima di tutto parliamo con i nostri volti, magari anche più che con le parole? Con loro soprattutto non possiamo bluffare, né possiamo giocare a nascondino! Mamma mia! A questo punto mi permettete di fare, prosaicamente, un riferimento alla sensazione di sazietà che possiamo avere quando ci siamo nutriti sulle nostre mense: diciamo anche noi basta a chi ci stimola a mangiare ancora, come lo ha fatto Filippo, ma non per mangiare! Non me ne voglia l’Apostolo del basso esempio, ma tanto efficace. Basta!

Carissimi e carissime, siamo sazi se guardiamo Gesù, non vogliamo altri quando abbiamo Lui al centro delle nostre attenzioni spirituali, non vogliamo altri perché non sappiamo che farne; per noi come per Paolo è spazzatura ciò che non si riferisce a Lui, ciò che non sa di Lui. Quello che ci porta su altre strade noi non lo cerchiamo proprio, siamo sazi, perché Gesù ci ha riempito l’anima e la Sua Grazia sta traboccando in noi, donandoci una grande pace, nonostante la piccolezza del nostro stomaco-anima. Il Vangelo di oggi, poi, ci stimola grandemente anche su questo concetto espresso da Gesù: “il Padre è in me ed Io nel Padre”; sembra una matrioska, ma non di legno o di plastica: tutto vero, tutto in diretta, tutto live streaming. La Chiesa è chiamata ad essere live streaming di Gesù, io sono chiamato ad esser oggi la sua diretta per il mondo, per la mia famiglia, per i miei ragazzi. Il Padre, come per Gesù, vuole ancora esser dentro di me, perché vuole ancora parlare e salvare questa umanità. Io in Gesù e con Gesù in Dio Papà: una linea diretta, un’autostrada larga e senza barriere. Le comunità familiari e cristiane sono impegnate a percorrere questa autostrada, denominata Panfilia-Filadelfia, attraverso cui raggiungere il Cielo, anzi anche a portare ancora il Cielo nel fango e negli affanni di questa storia e di questa amata ed amante umanità.

Don Luigi, dal Ciel guardato!

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10 maggio 2020, gregorio-de-stefano