PER FAVORE, NON INDOSSATE MAI LA TUTA IGNIFUGA!

PER FAVORE, NON INDOSSATE MAI LA TUTA IGNIFUGA!

Condividi su:   Facebook Twitter Google

Carissimi fedeli,

penso che siamo tutti a conoscenza del fatto che i piloti di Formula uno, come tanti altri che compiono lavori a rischio di incendio, indossano tute ignifughe, che possano almeno un poco proteggere il loro corpo da eventuali fiamme: ultimamente è partito per il cielo (ma non in auto), Niki Lauda, ex pilota di Formula Uno, coinvolto in un pauroso incidente, che tante negative conseguenze ha avuto sulla sua esistenza! Carissimi e carissime, non voglio rendervi, se per caso non lo siete già, esperti di gare automobilistiche, ma soltanto dare inizio con questa immagine al mio commento della Parola della Ventesima Domenica del tempo ordinario, perché Gesù potrebbe sembrare un avventuriero pericoloso, un pazzo attentatore e stare vicino a Lui comporterebbe il gravissimo rischio di vederci gettare addosso fuoco e fuoco acceso e ardente! Ecco perché ho tanto l’impressione che alcuni, i quali almeno ogni tanto, “loro malgrado”, si avvicinano a Lui, fanno bene “o malissimo” a indossare la stessa tuta dei piloti per non lasciarsi incendiare! Quale, voi mi direste, don Luigi? E’ la tuta composta dal materiale ignifugo dei propri pregiudizi, delle proprie chiusure, delle proprie idee che per nulla al mondo si vuol perdere, dei veri e propri sospetti o dei dubbi che non portano però a sincere domande di conversione e di conoscenza; per cui Gesù, che ancora oggi getta Fuoco, con la sua Parola e con il suo Spirito, per incendiare d’amor di Dio i nostri cuori, trova dall’altra parte persone vestite fino alla cima dei capelli di queste tute e neanche Lui con la Potenza delle sue fiamme riesce a far nulla dentro le anime! Ecco l’appello allora: svestiamoci di quella tuta di paure e di giudizi, comprata a basso prezzo tante volte al mercato del paese, dove di chiacchiere vuote se ne vendono tante! Per farlo, chiaramente, abbiamo tanto bisogno di essere coraggiosi, e buttarci nel Fuoco di Dio, che Gesù ci porta e lasciare che Lui ci cambi la vita, il cuore, le idee e il modo di guardare le persone ed il mondo, il tempo e la vita: sapete cosa è successo nella vita dei convertiti improvvisamente o nella vita di tanti di noi che pure proveniamo da passati non proprio da santi? Semplicemente ci siamo presentati un giorno davanti a Gesù senza tuta ignifuga, nudi, ed Egli ha avuto buon gioco, “se n’è viste ben” a riempirci del suo Fuoco d’amore; poi, possiamo dire anche che abbiamo fatto attenzione a non spegnerlo, perché di persone, spesso genitori scrivo io, che sono bravi a spegnere il Fuoco di Dio gettato nelle anime, per lo più grazie alle catechiste, scrivo sempre io, hai voglia quanti ce ne sono oggi! Con la lettera agli Ebrei, che costituisce la seconda lettura, notiamo che, affinché il Fuoco non si spenga, dobbiamo addirittura lottare contro quello che l’autore chiama a chiare lettere “peccato”; sì, peccato, questo è il nome di quell’acqua di contro-testimonianze, di parole scoraggianti, di esempi contro-evangelici che ai fanciulli, piccoli che facilmente “rischiano” di essere incendiati dal Fuoco di Dio, noi adulti a volte gettiamo; diciamo, per favore, ai nostri ragazzi: lottate, lottate, lottate! Mai contro il peccatore, solo contro il peccato! E infine lasciate che io di cuore esprima il mio grazie sincero e profondo a Gesù per la parola finale del suo Vangelo di oggi, che parla di divisioni che Lui è venuto a portare, se ne prende la responsabilità e per rafforzare la sua idea usa chiaramente la parola “contro”! Vi sfido: cominciate a fare sul serio con Gesù, lasciandovi incendiare da Lui e vedrete come proprio chi vi sta più vicino e dovrebbe volervi più bene, forse con vostra sorpresa, comincerà a prendervi in giro e addirittura a osteggiarvi, volutamente chiudendo e serrando a triplice mandato il suo cuore! Io non mi spiegavo e mi tormentavo, perché proprio tutto questo può succedere proprio nella famiglia di un impegnato parrocchiale o nella famiglia di un sacerdote o di una suora: bestemmie, odi, rancori, inimicizie, rifiuti e condanne; vi confido che ero anche un poco scandalizzato e smarrito, ma poi questa Parola, finalmente, mi ha illuminato e mi dà ancora oggi tanta pace e si va avanti, si continua, secondo quello che umanamente è possibile, ad amare e a sperare…; secondo me, abitare da cristiani questa nostra società, è ancora occasione di Grazia di martirio vero, bianco e non sempre rosso, come il Martini, nonché di una testimonianza pagata con il sangue dell’incomprensione più nera davanti a porte del cuore blindate! Non scandalizzatevi, vi prego e troviamo pace in Gesù, senza mai lottare con il peccatore, mi raccomando, solo contro…………………………

don Luigi

Condividi su:   Facebook Twitter Google
19 agosto 2019, gregorio-de-stefano